E ora il VoIP!

«Non mi interessa per cosa è stato progettato. Mi interessa che cosa può fare». (Gene Kranz parlando del Modulo Lunare in Apollo 13)

Come anticipato qualche tempo fa l’operazione di abbattimento del digital divide a Frigento continua: dal 24 maggio 2010 è possibile sottoscrivere abbonamenti telefonici di tipo VoIP con i quali telefonare dappertutto sfruttando la rete WADSL recentemente attivata.

L’accoppiata rete a banda larga e telefonia VoIP ci rende meno periferia del mondo.

Riportiamo la gente al centro del paese

Girando per il centro storico di Frigento è difficile non notare le case disabitate. Sono tante e  sono un effetto dello spopolamento che, a sua volta, è una diretta conseguenza dell’emigrazione.

Lo spopolamento e l’emigrazione, però, non impediscono la costruzione di nuovi edifici appena fuori dal centro storico e nelle contrade di campagna. Il risultato di questo processo è, sul piano urbanistico, un paese smembrato in tante frazioni e, sul piano sociale, un’organizzazione sospesa tra la comunità, fondata sul sentimento di appartenenza e sulla partecipazione spontanea, e la società, fondata sulla razionalità e sullo scambio.

Su quest’ultima, cruciale questione (comunità vs società) torneremo prossimamente. Intanto, avanziamo una proposta per rilanciare il centro storico: l’amministrazione comunale, utilizzando le risorse e gli strumenti di cui dispone, disincentivi la costruzione di nuove abitazioni e, nello stesso tempo, favorisca la locazione o la vendita della abitazioni storiche del paese.

[...] siamo i primi produttori pro capite di cemento del mondo, il doppio degli americani, il triplo dei tedeschi, quando i grandi architetti tipo Renzo Piano [...] dicono che oggi le città vanno implose, non esplose verso le periferie creando degli slum… Implodere significa fare un cerchio nel centro della città e ricostruire, buttare giù quello che non serve dentro i centri e riproporre cose al servizio dei cittadini.

Queste parole di Beppe Grillo, pensate per le città, sono riferibili anche a paesi come Frigento. Tracciamo un cerchio intorno al centro storico; fuori dal cerchio non si deve costruire; tutte le risorse devono essere destinate al recupero di quell’area comunale che si trova dentro il cerchio. In altre parole, si tratta di rilanciare il centro storico dislocando lì i servizi, trasferendo lì le attività commerciali e, soprattutto, ripopolandolo.

Su come fare per riportare la gente al centro del paese parleremo nelle prossime settimane, occupandoci dell’albergo diffuso, un’idea di cui a Frigento si parla da tempo, e di altre possibili soluzioni.

Maxfon: prove di connessione

Ho avuto modo di provare la connessione denominata WADSL 4 Mega Residenziale.

Si tratta di una connessione di tipo WADSL con 512 kbps in upload e 256 kbps di banda minima garantita.

Il test è stato condotto con la CPE (l’antenna che consente di riportare in banda base il segnale inviato da uno dei 7 ripetitori installati sul territorio comunale) collegata direttamente al PC (senza apparati di rete in mezzo) e con un attenuazione di -43dB (misurata con il software dato in dotazione al kit di installazione).

Ho effettuato il test della linea con vari servizi on line ed in vari momenti della giornata:

  • Speedtest.net mediamente ha dato 2 Mbps in download e 0.42 Mbps in upload
  • Libero test mediamente ha dato 1,2 Mbps in download e 0,3 Mbps in upload

dunque molto al di sopra della bpm in dowload ma al limite della MCR (Minimum Cell Rate – Banda Minima Garantita) in upload. Non ho effettuato prove con software P2P.

Le impressioni “su strada” sono buone: ho visualizzato video hd in streaming senza troppi rallentamenti e le pagine dei siti si aprono in maniera sufficientemente fluida.

La banda si allarga?

Un paio di settimane fa, dopo mesi di assenza, sono tornato per qualche giorno a Frigento. È stato come fare un salto nel passato. Non mi riferisco ai ricordi, alle nostalgie che, inevitabilmente, ci assalgono quando torniamo nella nostra terra d’origine, ma ad un aspetto attuale e concreto: l’accesso ad Internet. A Frigento ci si connette ancora a 56 Kb/s (banda stretta), mentre nel resto dell’Europa la banda larga è la norma e, a volte, è anche un diritto.

In questi giorni, però, qualcosa sta cambiando. Presso gli uffici comunali, infatti, è possibile sottoscrivere il contratto di abbonamento alla rete wireless gestita da Maxfon Campania. Si tratta certamente di un passo in avanti, anche se un po’ di questioni meritano la nostra attenzione.

  1. Il servizio, basato sulla tecnologia WADSL, sarà in grado di coprire tutto il territorio frigentino?
  2. Quale sarà la velocità di connessione? Il gestore propone due opzioni, 4 Mb/s e 7 Mb/s, con una banda minima garantita rispettivamente di 128 Kb/s e 256 Kb/s. Se l’effettiva velocità di connessione non si discosterà in modo sensibile dalla banda minima garantita i progressi rispetto al modem di tipo dial-up saranno minimi.
  3. Quale tipo di assistenza è in grado di garantire Maxfon Campania?

A questi ed altri interrogativi sarà possibile rispondere nelle prossime settimane, dopo aver testato il servizio. Nel frattempo, mi piace condividere con i lettori di questo sito web due articoli.

Il primo mette in evidenza la qualità delle connessioni mobili italiane, un’alternativa al collegamento ADSL già abbastanza diffusa tra i cittadini frigentini.

[...] la ricerca della Akamai ci fa scoprire che l’Italia si piazza ad un decoroso terzo posto per quanto riguarda le connessioni mobili: siamo infatti tra i paesi a godere di maggior velocità per la navigazione da cellulare con una media di 3,2 mega contro l’1,2 degli altri paesi.

Il secondo descrive come gli abitanti di Lyddington sono riusciti ad accedere alla banda larga.

Il progetto nasce dall’idea di un gruppo di residenti di questo villaggio nella piccola contea di Rutland, al centro della Gran Bretagna, stufi di connessioni troppo lente nelle loro abitazioni, che non permettevano per esempio di scaricare una canzone e vedere un video in streaming. Dopo svariati e ripetuti tentativi con i principali operatori di telecomunicazioni inglesi, e constatato che British Telecom per gli elevati costi non avrebbe mai posato la fibra ottica nel loro villaggio, hanno unito le loro forze. Il gruppo di 11 persone, con un investimento di 3mila sterline a testa e grazie alla collaborazione di una società locale rivenditrice di fibra, è riuscito a portare al centro del paese la connessione e si è poi occupato di gestire l’ultimo tratto di connessione, dalla centralina di paese fino alle case dei singoli navigatori.

Settimana santa 2010

Clicca qui per scaricare il programma della Settimana santa 2010 a Frigento.

Scommessa con sé stessi

Mesi fa abbiamo creato la categoria Cervelli in fuga per raccogliere le storie di quei frigentini che, lontano dalla terra d’origine, stanno mettendo in mostra il loro talento. Oggi inauguriamo la categoria Profeti in patria, dedicata a chi lavora per costruire qualcosa di significativo a Frigento. Il testo che vi apprestate a leggere è stato scritto dai soci fondatori di Arteteke, una società di servizi per la comunicazione di enti, aziende e privati.

Vivere in un ambiente come Frigento non è una scelta semplice, ancor più difficile è intraprendere un’attività lavorativa investendo tempo e risorse in contesti economici non troppo sviluppati. La scelta di andare via e di vivere in città, in particolare il desiderio di «trovare il posto fisso» è una prerogativa della maggior parte dei ragazzi del sud.

Arteteke rispetto a quanto accade, va controcorrente.

Nella scelta del nome della società emerge l’indirizzo che si vuol dare all’iniziativa imprenditoriale. Il termine affonda le radici nel linguaggio popolare della nostra terra; esso viene utilizzato per rappresentare la forza creativa, la smania da cui prendono origine il fare e il creare; «ha le arteteke», si dice di una persona che ha desiderio di muoversi, che ha energia e che si oppone allo stato soporifero della pigrizia e dell’apatia.

È l’idea di «Arteteke» ciò che ci rappresenta maggiormente. La voglia di creare qualcosa di costruttivo sul nostro territorio ci ha spinti a realizzare un’agenzia di comunicazione.

Ogni componente della compagine sociale cerca di dare il proprio contributo mettendo al servizio dell’impresa, l’esperienza e la professionalità acquisite nei diversi ambiti. Saverio ed Angelo si occupano della grafica, Francesco scrive, organizza e fotografa, Gianluca si occupa della parte economico-finanziaria.

L’agenzia si occupa di comunicazione visiva, ed offre una serie di servizi quali: consulenza per la pianificazione di campagne pubblicitarie, progettazione grafica, fotografia, web e multimedia. L’offerta è rivolta principalmente alle aziende, alle istituzioni e ai privati che hanno bisogno di effettuare una comunicazione efficace di un prodotto, di un brand, di un’iniziativa o di un territorio.

Stiamo cercando di impostare un progetto ambizioso in un ambiente ostico, abbiamo scommesso su noi stessi, sulla nostra terra, ed abbiamo tutte le intenzioni di vincere. Le difficoltà incontrate finora non sono poche, ma la strada intrapresa sembra avere buone prospettive.

La nostra terra ha bisogno di idee e di persone che le sviluppino!

Il logo della società

Il tortono

Quando ero ragazzino la settimana santa era caratterizzata da alcuni eventi che si intrecciavano con le liturgie religiose. Naturalmente molti, quasi tutti, si ripetono tuttora di anno in anno, ma in quella fase particolare della vita, per me avevano un sapore del tutto speciale. Uno di questi eventi mi torna alla mente e caratterizzava il giovedì santo. Facevamo una gara per essere inseriti nei cosiddetti «apostoli» che partecipano durante la messa in coena domini alla lavanda dei piedi. La gara, solo virtuale visto che non c’era una vera selezione, era accanita per paura di non rientrare nel novero dei prescelti. Intanto spesso capitava che non si raggiungesse il numero, per noi obbligatorio al fine di rappresentare meglio l’episodio evangelico, di dodici.

La lavanda dei piedi era caratterizzata da momenti di ilarità per via dello scalzarsi il piede per essere bagnato e baciato dal sacerdote. Ad una certa età tutto è fonte di risate.

Al termine della celebrazione ognuno di noi riceveva l’agognato premio per il quale si faceva il sacrificio di mettere a nudo il proprio piede. Il sacerdote si avvicinava al gruppo degli apostoli e consegnava il tortono: un pane dalla forma di ciambella che viene preparato solo nella settimana che culmina con la Pasqua.

Quel pane era subito azzannato e poteva capitare che ne arrivasse ben poco a casa. La crosta sottile ma croccante, la mollica bianca e morbida nella loro semplicità significavano l’arrivo della primavera e un altro anno devoluto alla nostra crescita.

La settimana santa sta per arrivare e con essa anche il tortono.

La mia impronta nella neve

Ieri, 11 marzo, ha nevicato. Ci sono almeno due strade per raggiungere da casa mia a piedi il forno, per prendere il pane, sicura di arrivare integra. Ma la tentazione è forte, e via Panoramica Limiti è ricoperta di bianco, quindi decido di andare da lì.

Devo lasciare l’impronta. Questa è la tentazione o forse per me la tradizione.

Quel manto di neve è divenuto una carta geografica dove si intravedono le impronte di un bambino sicuramente affiancate da quelle del padre, tante intorno ad un pupazzo di neve del quale è rimasto ben poco, zampe che si incrociano di diversi cani. Anche io voglio lasciare le mie. Mi guardo in giro e cerco una striscia di neve bianca da percorrere. E plac dopo plac anch’io ci sono. Contenta mi incammino, lasciando al sole il compito di ripulire quel segno che per un momento è entrato nella mia vita.

Via Panoramica Limiti

Raccolta differenziata: i dati

Da qualche giorno sono disponibili sul sito del Comune di Frigento i dati sulla raccolta differenziata per gli anni 2008-2009.

Il progetto è partito nella seconda metà del 2007 con l’attività di ritiro della frazione umida porta a porta e poi, gradualmente, si è allargato. A febbraio 2009 è stato implementato in maniera completa.

Ad oggi la raccolta è di tipo misto (è prevista la separazione della frazione organica e il ritiro monomateriale per vetro e carta, multimateriale per gli imballaggi) e le modalità di raccolta (porta a porta piuttosto che presso punti di raccolta) sono diverse a seconda della zona di Frigento in cui si abita.

I dati che sono stati messi a disposizione dei cittadini sono molto buoni, talmente buoni da far sì che il Comune di Frigento ricevesse il premio Recycling Society di Legambiente che è il primo passo per accedere al prestigioso premio per i comuni Ricicloni, premio che ogni anno Legambiente assegna ai comuni italiani che si sono maggiormente distinti nella raccolta differenziata.

Guardando il dato aggregato ottenuto confrontando il primo semestre degli anni 2008 e 2009 si evince un incremento consistente e costante della quantità di materiale differenziato raccolto. Negli ultimi mesi di osservazione tale valore si è attestato su una media del 70%. Questa cosa, pur tenendo presente il breve periodo di osservazione ed una qualche disomogeneità dei dati, conferma che il progetto sta funzionando bene.

Guardando il dettaglio si vede che anche il materiale raccolto è di buona qualità ed è molto migliorato con l’andare avanti del progetto. Un dato su tutti balza agli occhi ed è quello degli ingombranti passati dal 21% al 5% del II semestre 2009 il che significa che la percentuale di materiale realmente e completamente riciclabile (tipo vetro, alluminio, carta) è complessivamente aumentata.

Per ultimo, ma non ultimo, essendo molto aumentata la quantità raccolta in maniera differenziata, la frazione conferita in discarica (per la quale il Comune paga per smaltirla) è molto diminuita con il conseguente beneficio per le casse comunali.

Come avevamo già commentato se si progetta bene e se si coinvolgono i cittadini i risultati sono garantiti. Complimenti a tutti, amministratori e cittadini di Frigento.

Punto e a capo

Nel marzo 2009, un anno fa, iniziava la nuova avventura del sito della Pro Loco Frigentina. Prima di scrivere questo post sono andato a vedere le statistiche degli accessi e delle pagine visitate, perché avevo intenzione di citare qualche numero, percentuali…

Poi mi sono detto che il nostro sito non è in concorrenza con nessuno, quindi sarebbe stato inutile e forse abbastanza infantile sciorinare cifre che di sicuro non farebbero impallidire, ma che comunque recano per noi un valido riscontro di quanto messo in campo negli scorsi dodici mesi.

Allora questo post non è affatto un’autocelebrazione, anzi, è stato pensato per mettere un “punto e a capo”. Quindi partiamo da quanto fatto fin qui. Cercheremo di recepire i suggerimenti pervenuti e quelli che verranno, metteremo in maggior luce argomenti finora poco evidenziati e… metteremo tanta buona volontà. Per il resto, saremo lieti di ospitare, o meglio, allargare il numero di quanti scrivono su questo sito.