Duzoli. Toponimo che richiama la voce dotta latina ductum-ducere “condurre”, col significato quindi di “condotta”, sistema di conduzione” (delle acque). Essa ricorda la presenza delle vicine cisterne romane nei pressi di località Cerasulo.

Fontana della Madonna. Toponimo composto (idronimo+agionimo). La dedica deriva dalla presenza di una cappella rurale intitolata alla Vergine, presso la quale esiste l’emergenza sorgentizia, sistemata entropicamente a fontana con vasca e abbeveratoio.

Jomara. Nome dialettale che comunemente designa il Fiume Ufita, presente anche in altri centri altirpini ed “italianizzato” in ambito meridionale col termine Fiumara (dal latino flumaria, derivato di flumen “fiume”).

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Written on luglio 6th, 2010 , Frigento

Da pochi giorni, presso l’Ufficio turistico I.A.T. in via Roma, è in distribuzione un nuovo dépliant turistico con in allegato una cartina del centro storico di Frigento. Ecco come descrive il lavoro una delle persone che hanno contribuito alla realizzazione.

“Come parlare con le immagini, come guardare con le parole”: è stata un po’ questa la linea guida sulla quale questo nuovo dépliant su Frigento si è costruito. Entrambi figli di questa terra irpina, io e Michele Pelosi abbiamo voluto raccontare in maniera diversa il legame intimo che ci lega a Frigento e che ci accompagna nei nostri percorsi artistici e umani.

È il titolo stesso (linee sensoriali e mentali: testi, immagini e suggestioni dal territorio) che riassume il nostro progetto di lavoro: attraverso la ramificazione del dépliant in 7 sezioni tematiche (Luce, Silenzio, Materia, Terra, Impronte, Segni, Tempo), abbiamo cercato di illuminare in forma di suggestioni sensoriali e tematiche universali le coordinate profonde che attraversano la storia del luogo e dei suoi contenuti umani, per renderle quanto più invitanti possibili a nuove indagini di senso e di riscoperta. Ogni ‘capitolo’ illustra il tema universale scelto in tre costituzioni di forma: fotografia, poesia, prosa pubblicistica. Ciascuna forma procede e si accompagna all’altra in modo interscambiabile e omnicomprensivo: la poesia nasce da un’intima riflessione personale sul tema e sulla relativa impressione emotiva assorbita naturalmente nelle immagini sul territorio; queste, a loro volta, scrutano i suoi luoghi e i suoi tempi con un linguaggio visivo poeticamente ‘sensoriale’ (qualità specifica dell’obiettivo fotografico di Michele); mentre il breve commento prosastico legge sulle orme artistiche tracciate gli elementi oggettivi che rimandano al ‘soggetto’ primo del dépliant, Frigento appunto.

Il lavoro vive anche della volontà di presentare alla comunità campana (e non) l’importante attribuzione al territorio urbano del vasto Parco Panorami di interesse regionale, istituito nel 2008: in tale direzione va rilevata, dunque, la tendenza a lasciar spazio, sia nelle fotografie, sia nelle poesie, a risultati paesaggistici di più ampio respiro, quasi a voler lasciar anima e corpi liberi di investirsi in lunghe e areate passeggiate solitarie nell’aperto panorama naturale di questo angolo a 360° di Irpinia.

In tal senso, al dépliant si accompagna una mappa integrativa con informazioni di vario genere e di più esplicativa specificità territoriale: oltre a presentare i luoghi e le ricchezze di interesse storico-artistico, vi si trovano utili suggerimenti per godere anche della vita ricreativa della comunità frigentina (feste, tradizioni, ricettività, numeri utili).

Concludendo, ricordo che tutto il progetto è stato sviluppato dal Laboratorio Fantastico di Arti Grafiche e Fotografiche “Spettro Naturale” di Michele Pelosi (invito tutti a curiosare sul sito: spettronaturale.it) e che un ringraziamento speciale per il supporto dato nelle varie fasi della realizzazione del dépliant va anche a Mario Balestra, Samanta Bertolotti, Sara Tononi e Rocco Abbondandolo.

Linee di luce, silenzio sensoriale, materia mentale: testi e immagini come impronte sulla terra, come suggestioni, come segni nel tempo sul territorio di Frigento: al pubblico, quindi, l’invito a farsi trasportare in questa ricerca, in questa caccia al tesoro intima e personale ma di carattere universale; ad esso il compito di verificarne effetti e coinvolgimenti, e il piacere di arricchire col suo passaggio umano il cammino temporale di questi luoghi di vita naturale!

Michela Famiglietti


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Written on giugno 24th, 2010 , Frigento

Ora possiamo dirlo: ben arrivata estate!

Si sta proprio bene anche a Frigento; questo tepore estivo che ci avvolge ci fa star meglio. Le passeggiate lungo il centro storico, i Limiti te le puoi permettere a tutte le ore.

I balconi fioriti, il giallo che riveste il paesaggio tutto intorno ci avvertono che qualcosa sta cambiando.

Iniziano le feste patronali, arrivano i primi turisti e chi ha trascorso l’inverno lontano dal freddo frigentino, ora ritorna per godersi la bella aria fresca che non fa ridere1 ma che rinfranca le menti e placa gli animi.

Si scende di là, si sale di qua, destra, sinistra per arrivare in tempo a partecipare ai vari eventi in programma, soprattutto alle feste religiose, luogo di incontro di tante persone, dove ritrovano le loro tradizioni che riportano indietro nel tempo.

Passeggiando per i Limiti, si può godere degli spettacoli pirotecnici con una prospettiva insolita: dall’alto verso il basso. Quanti giochi di luci e da quella posizione si può provare ad individuare dove si svolge la festa. Tutto questo ha un grande fascino, basta poco per vivere un momento magico.

  1. Riferimento a Voglia di aria fresca, programma comico condotto da Carlo Conti. []
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Written on giugno 18th, 2010 , Frigento

Castelluzzo. O Castelluccio, così come è riportato con voce italianizzata nel foglio catastale. La zona è geologicamente costituita da un’ossatura litologica assai differente rispetto al contesto geologico del monte frigentino, che origina un versante a forte pendenza. Il toponimo deriva dalla voce latina castellum, che spesso ha rappresentato un diminutivo di castrum “fortezza, luogo fortificato”. Va ricordato che “non sempre il tipo toponimico castello allude alla presenza di un castello medievale o villaggio fortificato; talvolta, infatti, può avere un valore traslato. Ciò si verifica in zone montuose dove castello può significare roccia a picco di difficile accesso, roccia pensile e simili”.

Cedolone. Strada dell’antico centro urbano frigentino, che nella parlata comune assume le denominazioni cedolone i ciotolone. Il senso della denominazione potrebbe essere collegato al termine medievale cedola, cioè una forma di indicazione di proprietà fondiarie ascritte al Regio Cedolario, sorta di registro entro cui annotare anche gli elenchi degli introiti feudali derivanti dai terreni. Trattandosi, però, di un antico percorso viario, si potrebbe ipotizzare un riferimento ad una forma di pavimentazione oggi scomparsa, ottenuta attraverso pietrame ciottoloso cui sembra alludere le serie onomatopeica ci…t che richiama il rumore sordo dei passi (Devoto, 1996).

Cellaro. Il toponimo trae origine dal termine latino cella col suffisso –aro. Il significato originario di cella è riferito ad una “dispensa, cameretta, cantina”, per cui appare evidente un riferimento a ricoveri rurali. Un’accezione alternativa e più tarda è quella di “cappella, chiesetta campestre tenuta aperta da un monaco”. Visto l’ampio sviluppo dell’area, è forma consueta quella di suddividere la contrada in Cellaro Alto e Cellaro Basso.

Cortiglio. La contrada frigentina, non lontana dalla località Fontana della Madonna, deriva il suo nome dalla voce latina cors, cortis “cortile, recinto”, unita al probabile suffisso –iculus, in chiave diminutiva e/o locativa, per indicare terreni, abitazioni o ricoveri per le greggi.

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Written on giugno 13th, 2010 , Frigento

Iniziamo una rubrica che proporrà degli estratti dalla pubblicazione Dizionario storico geografico dei toponimi frigentini e sturnesi di Michele Sisto. Andremo a scavare cosa si cela dietro il nome di alcune strade, luoghi, zone di Frigento.

Acqua Nocelle. Il chiaro idronimo è seguito da un altrettanto evidente fitonimo (nocella “nocciola”), legato alla presenza in sito di nocelleti. Il Museo Irpino conserva nocciole del VI secolo a.C. provenienti dagli scavi del tempio della dea Mefite di Rocca San Felice. Anche il nome scientifico ricorda azioni più abbondanti e famose dell’Irpinia, al punto che sin dall’antichità la nocciola era detta abellina o abèllana (in Catone, Corylus avellana L.).

Amendola. Il toponimo deriva dalla voce tardo-latina amàndula/améndula “mandorla”, deriva dall’incrocio del greco amygdàle e del latino amandus (Devoto, 1968), con evidente richiamo alla presenza di mandorli. L’albero, originario della Cina ma ambientato in Europa dal V/VI secolo, un tempo era ampiamente coltivato nelle nostre zone come nella vicina Puglia; oggi, purtroppo, la sua presenza appare sempre più rara. Il fitonimo, presente anche in Morra, Grottaminarda, Mirabella è volgarmente noto a Frigento attraverso la voce aferetica mènela, che presenta una forte corrispondenza con l’abruzzese ed il pugliese mènele, forme diverse dal napoletano ammèndola e dal calabrese ammèndula.

Borgo San Rocco. Ampia zona del centro urbano frigentino. L’area prende il nome dalla Chiesa di San Rocco, bella costruzione di stile neoclassico risalente al XIX secolo, che rappresenta il monumento aggregante di questo borgo un tempo assai popolato e fiorente di attività artigianali.

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Written on maggio 31st, 2010 , Frigento

«Non mi interessa per cosa è stato progettato. Mi interessa che cosa può fare». (Gene Kranz parlando del Modulo Lunare in Apollo 13)

Come anticipato qualche tempo fa l’operazione di abbattimento del digital divide a Frigento continua: dal 24 maggio 2010 è possibile sottoscrivere abbonamenti telefonici di tipo VoIP con i quali telefonare dappertutto sfruttando la rete WADSL recentemente attivata.

L’accoppiata rete a banda larga e telefonia VoIP ci rende meno periferia del mondo.

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Written on maggio 26th, 2010 , Frigento

Girando per il centro storico di Frigento è difficile non notare le case disabitate. Sono tante e  sono un effetto dello spopolamento che, a sua volta, è una diretta conseguenza dell’emigrazione.

Lo spopolamento e l’emigrazione, però, non impediscono la costruzione di nuovi edifici appena fuori dal centro storico e nelle contrade di campagna. Il risultato di questo processo è, sul piano urbanistico, un paese smembrato in tante frazioni e, sul piano sociale, un’organizzazione sospesa tra la comunità, fondata sul sentimento di appartenenza e sulla partecipazione spontanea, e la società, fondata sulla razionalità e sullo scambio.

Su quest’ultima, cruciale questione (comunità vs società) torneremo prossimamente. Intanto, avanziamo una proposta per rilanciare il centro storico: l’amministrazione comunale, utilizzando le risorse e gli strumenti di cui dispone, disincentivi la costruzione di nuove abitazioni e, nello stesso tempo, favorisca la locazione o la vendita della abitazioni storiche del paese.

[...] siamo i primi produttori pro capite di cemento del mondo, il doppio degli americani, il triplo dei tedeschi, quando i grandi architetti tipo Renzo Piano [...] dicono che oggi le città vanno implose, non esplose verso le periferie creando degli slum… Implodere significa fare un cerchio nel centro della città e ricostruire, buttare giù quello che non serve dentro i centri e riproporre cose al servizio dei cittadini.

Queste parole di Beppe Grillo, pensate per le città, sono riferibili anche a paesi come Frigento. Tracciamo un cerchio intorno al centro storico; fuori dal cerchio non si deve costruire; tutte le risorse devono essere destinate al recupero di quell’area comunale che si trova dentro il cerchio. In altre parole, si tratta di rilanciare il centro storico dislocando lì i servizi, trasferendo lì le attività commerciali e, soprattutto, ripopolandolo.

Su come fare per riportare la gente al centro del paese parleremo nelle prossime settimane, occupandoci dell’albergo diffuso, un’idea di cui a Frigento si parla da tempo, e di altre possibili soluzioni.

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Written on maggio 24th, 2010 , Frigento

Ho avuto modo di provare la connessione denominata WADSL 4 Mega Residenziale.

Si tratta di una connessione di tipo WADSL con 512 kbps in upload e 256 kbps di banda minima garantita.

Il test è stato condotto con la CPE (l’antenna che consente di riportare in banda base il segnale inviato da uno dei 7 ripetitori installati sul territorio comunale) collegata direttamente al PC (senza apparati di rete in mezzo) e con un attenuazione di -43dB (misurata con il software dato in dotazione al kit di installazione).

Ho effettuato il test della linea con vari servizi on line ed in vari momenti della giornata:

  • Speedtest.net mediamente ha dato 2 Mbps in download e 0.42 Mbps in upload
  • Libero test mediamente ha dato 1,2 Mbps in download e 0,3 Mbps in upload

dunque molto al di sopra della bpm in dowload ma al limite della MCR (Minimum Cell Rate – Banda Minima Garantita) in upload. Non ho effettuato prove con software P2P.

Le impressioni “su strada” sono buone: ho visualizzato video hd in streaming senza troppi rallentamenti e le pagine dei siti si aprono in maniera sufficientemente fluida.

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Written on maggio 10th, 2010 , Frigento

Un paio di settimane fa, dopo mesi di assenza, sono tornato per qualche giorno a Frigento. È stato come fare un salto nel passato. Non mi riferisco ai ricordi, alle nostalgie che, inevitabilmente, ci assalgono quando torniamo nella nostra terra d’origine, ma ad un aspetto attuale e concreto: l’accesso ad Internet. A Frigento ci si connette ancora a 56 Kb/s (banda stretta), mentre nel resto dell’Europa la banda larga è la norma e, a volte, è anche un diritto.

In questi giorni, però, qualcosa sta cambiando. Presso gli uffici comunali, infatti, è possibile sottoscrivere il contratto di abbonamento alla rete wireless gestita da Maxfon Campania. Si tratta certamente di un passo in avanti, anche se un po’ di questioni meritano la nostra attenzione.

  1. Il servizio, basato sulla tecnologia WADSL, sarà in grado di coprire tutto il territorio frigentino?
  2. Quale sarà la velocità di connessione? Il gestore propone due opzioni, 4 Mb/s e 7 Mb/s, con una banda minima garantita rispettivamente di 128 Kb/s e 256 Kb/s. Se l’effettiva velocità di connessione non si discosterà in modo sensibile dalla banda minima garantita i progressi rispetto al modem di tipo dial-up saranno minimi.
  3. Quale tipo di assistenza è in grado di garantire Maxfon Campania?

A questi ed altri interrogativi sarà possibile rispondere nelle prossime settimane, dopo aver testato il servizio. Nel frattempo, mi piace condividere con i lettori di questo sito web due articoli.

Il primo mette in evidenza la qualità delle connessioni mobili italiane, un’alternativa al collegamento ADSL già abbastanza diffusa tra i cittadini frigentini.

[...] la ricerca della Akamai ci fa scoprire che l’Italia si piazza ad un decoroso terzo posto per quanto riguarda le connessioni mobili: siamo infatti tra i paesi a godere di maggior velocità per la navigazione da cellulare con una media di 3,2 mega contro l’1,2 degli altri paesi.

Il secondo descrive come gli abitanti di Lyddington sono riusciti ad accedere alla banda larga.

Il progetto nasce dall’idea di un gruppo di residenti di questo villaggio nella piccola contea di Rutland, al centro della Gran Bretagna, stufi di connessioni troppo lente nelle loro abitazioni, che non permettevano per esempio di scaricare una canzone e vedere un video in streaming. Dopo svariati e ripetuti tentativi con i principali operatori di telecomunicazioni inglesi, e constatato che British Telecom per gli elevati costi non avrebbe mai posato la fibra ottica nel loro villaggio, hanno unito le loro forze. Il gruppo di 11 persone, con un investimento di 3mila sterline a testa e grazie alla collaborazione di una società locale rivenditrice di fibra, è riuscito a portare al centro del paese la connessione e si è poi occupato di gestire l’ultimo tratto di connessione, dalla centralina di paese fino alle case dei singoli navigatori.

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Written on aprile 28th, 2010 , Frigento

22/02/2010. Questa è una data storica per Frigento. Una data che se non segna l’abbattimento del muro del digital divide per il nostro paese quanto meno dà a questo muro delle forti picconate.

A partire da questa data è possibile sottoscrivere un abbonamento con un internet provider ed ottenere una connessione ad internet degna di questo nome. Da questa data collegarsi ad internet via modem a 56k rimarrà una scelta e non più una imposizione.

Abbiamo già sollevato perplessità a proposito della strada scelta per risolvere il problema di creare una connessione a banda larga per Frigento ma prendiamo atto che l’infrastruttura è stata creata e che tutti i frigentini possono potenzialmente fruire di internet veloce.

Un’ultima nota è relativa ai futuri sviluppi di questa rete WADSL: a breve consentirà anche di effettuare le telefonate con il meccanismo del VoIP. A questo punto si potranno effettuare contratti per la telefonia direttamente con la società che ha realizzato la rete WADSL a Frigento senza pagare alcun canone a Telecom, rompendo il monopolio che Telecom stessa attualmente detiene sulle utenze telefoniche del nostro paese.

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Written on marzo 2nd, 2010 , Frigento

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