Elisa sapeva che stava succedendo qualcosa. Un piccolo mutamento nell’atmosfera, nel ritmo. Era sempre stata molto abile ad accorgersi dei particolari, anche di quelli apparentemente più insignificanti. Li rigirava nella mente e li collegava tra loro, costruiva un mondo dove tutto funzionava alla perfezione. Sapeva che era piccolo, e che oltre i suoi confini si stendeva tutto ciò che non riusciva a capire, ma non le importava. Se un filo d’erba poteva essere un intero universo, il resto non era necessario.
Questo è l’incipit del romanzo collettivo Tribù della Colorado Noir, il cui finale è stato scritto dal nostro compaesano Marco Pelosi. Il suo finale è stato quello più votato sul sito web del progetto e dal romanzo Gabriele Salvatores probabilmente trarrà un film.
A Marco i nostri complimenti più sinceri e l’invito a scrivere qualche post su questo sito web.
