Quel giorno in cui mi imbattei in Giuseppantonio Di Sibio

C’è una cosa che faccio di tanto in tanto e che faccio da quando, una quindicina di anni fa, ho conosciuto internet. Di tanto in tanto inserisco il mio cognome sui motori di ricerca e premo invio. Non so perché lo faccio, forse perché il mio cognome è poco diffuso (una ottantina di utenze sull’elenco telefonico sparse tra Abruzzo, Liguria, Puglia, Lazio e Campania), forse perché mi intriga sapere cosa fanno i Di Sibio nel mondo, forse perché mio padre ed il suo nonno sono stati emigranti: vorrei capire meglio i racconti dell’uno ed aiutare mio padre a ricostruire la figura di un nonno che non ha mai conosciuto.

Un pezzo di questa storia, della Storia della mia famiglia, sono riuscita a ricostruirla tramite una pagina (la 109) del New York Passenger Lists, 1820-1957 ritrovata su un sito internet (www.ancestry.it).

Sono riuscito a capire più da questo documento che dalle ore passate ad ascoltare i racconti di mio nonno Francesco Saverio che suo padre, Giuseppantonio Di Sibio, se lo ricordava a stento. Era partito quando lui aveva solo 4 anni e di lì a qualche anno sarebbe morto tragicamente in quello che oggi definiremmo un incidente sul lavoro.

Da questo documento ho appreso che il mio bisnonno è approdato in America a New York il 30 Aprile del 1901 a bordo della Christiania salpata da Napoli, che il suo nome era stato storpiato all’arrivo in Guiseppeantonio, che aveva 26 anni quando vi è approdato, che era sposato (e questo lo sapevo), che sapeva leggere e scrivere, che era calzolaio e che era diretto da un certo Genua che abitava in Atlantic Avenue a Brooklyn, New York.

Non era il solo frigentino su quella nave. Con lui avevano viaggiato: Famiglietti Vitantonio 24 anni, D’Avino Fedele 23 anni, Capobianco Angelo il più giovane 19 anni, Capobianco Nicola 27 anni, Montecalvo Francesco 27 anni, Braconetti Vito Michele il più anziano di tutti 42 anni.

Per farmi un’idea di come era stato quel viaggio e di come venivano accolti i nostri concittadini dalla “più grande democrazia del mondo” ho guardato Nuovomondo di Emanuele Crialese.

Ho immaginato lo smarrimento, l’umiliazione, la rabbia, la voglia di rivalsa che un ragazzo di 26 anni deve aver provato ad essere catapultato da una realtà ancora nel medioevo in questo nuovomondo: per una attimo ho rivisto Giuseppantonio Di Sibio e con lui i tanti Giuseppantonio che hanno contribuito a fare dell’America quello che oggi è, nonostante come l’America li avesse accolti.

Frequentum anno I numero 1

Sarà questo il nostro giornale, uno strumento di denuncia, un’arma a disposizione di tutti, saremo contro ogni forma di illegalità, contro i soprusi, ci batteremo contro chi, con pervicacia, cercherà di prevaricare la libertà di pensiero, parola ed azione. Non siamo e non vogliamo essere visti come i “nipotini di”, non abbiamo bisogno di padrini, il nostro unico padrone è e sarà sempre il lettore. Nei suoi confronti abbiamo l’obbligo morale di dire la Verità.

Queste non sono le parole con cui il direttore di Repubblica ha aperto in occasione della discussione in Parlamento della legge “Bavaglio”, queste erano le parole con cui Rodolfo Picariello presentava Frequentum un battagliero periodico il cui primo numero veniva stampato nell’agosto del 1993.

Era un giornale autarchico prodotto da un gruppo di ragazzi quasi del tutto in casa: facevamo tutta la fase di pre-press fino alla produzione dei lucidi per la stampa litografica. Il primo numero ci fece cominciare subito alla grande: alla vicenda di copertina si interessò l’allora On. Pecoraro Scanio il quale si fece promotore di una interpellanza Parlamentare. Frequentum, con questo spirito, durò ancora per qualche anno: poi il cuore della Redazione che lo aveva fondato si fece da parte perché, fondamentalmente, era venuto meno lo spirito che lo aveva fatto arrivare ad essere un punto di riferimento per la realtà frigentina e non solo.

Quel Frequentum fu una bellissima avventura che ha consolidato amicizie ed amori che ha anche formato professionalità. Agli amici di quel Frequentum ed ai tanti che si aggiunsero per strada è dedicato questo post.

E ora il VoIP!

«Non mi interessa per cosa è stato progettato. Mi interessa che cosa può fare». (Gene Kranz parlando del Modulo Lunare in Apollo 13)

Come anticipato qualche tempo fa l’operazione di abbattimento del digital divide a Frigento continua: dal 24 maggio 2010 è possibile sottoscrivere abbonamenti telefonici di tipo VoIP con i quali telefonare dappertutto sfruttando la rete WADSL recentemente attivata.

L’accoppiata rete a banda larga e telefonia VoIP ci rende meno periferia del mondo.

Maxfon: prove di connessione

Ho avuto modo di provare la connessione denominata WADSL 4 Mega Residenziale.

Si tratta di una connessione di tipo WADSL con 512 kbps in upload e 256 kbps di banda minima garantita.

Il test è stato condotto con la CPE (l’antenna che consente di riportare in banda base il segnale inviato da uno dei 7 ripetitori installati sul territorio comunale) collegata direttamente al PC (senza apparati di rete in mezzo) e con un attenuazione di -43dB (misurata con il software dato in dotazione al kit di installazione).

Ho effettuato il test della linea con vari servizi on line ed in vari momenti della giornata:

  • Speedtest.net mediamente ha dato 2 Mbps in download e 0.42 Mbps in upload
  • Libero test mediamente ha dato 1,2 Mbps in download e 0,3 Mbps in upload

dunque molto al di sopra della bpm in dowload ma al limite della MCR (Minimum Cell Rate – Banda Minima Garantita) in upload. Non ho effettuato prove con software P2P.

Le impressioni “su strada” sono buone: ho visualizzato video hd in streaming senza troppi rallentamenti e le pagine dei siti si aprono in maniera sufficientemente fluida.

Raccolta differenziata: i dati

Da qualche giorno sono disponibili sul sito del Comune di Frigento i dati sulla raccolta differenziata per gli anni 2008-2009.

Il progetto è partito nella seconda metà del 2007 con l’attività di ritiro della frazione umida porta a porta e poi, gradualmente, si è allargato. A febbraio 2009 è stato implementato in maniera completa.

Ad oggi la raccolta è di tipo misto (è prevista la separazione della frazione organica e il ritiro monomateriale per vetro e carta, multimateriale per gli imballaggi) e le modalità di raccolta (porta a porta piuttosto che presso punti di raccolta) sono diverse a seconda della zona di Frigento in cui si abita.

I dati che sono stati messi a disposizione dei cittadini sono molto buoni, talmente buoni da far sì che il Comune di Frigento ricevesse il premio Recycling Society di Legambiente che è il primo passo per accedere al prestigioso premio per i comuni Ricicloni, premio che ogni anno Legambiente assegna ai comuni italiani che si sono maggiormente distinti nella raccolta differenziata.

Guardando il dato aggregato ottenuto confrontando il primo semestre degli anni 2008 e 2009 si evince un incremento consistente e costante della quantità di materiale differenziato raccolto. Negli ultimi mesi di osservazione tale valore si è attestato su una media del 70%. Questa cosa, pur tenendo presente il breve periodo di osservazione ed una qualche disomogeneità dei dati, conferma che il progetto sta funzionando bene.

Guardando il dettaglio si vede che anche il materiale raccolto è di buona qualità ed è molto migliorato con l’andare avanti del progetto. Un dato su tutti balza agli occhi ed è quello degli ingombranti passati dal 21% al 5% del II semestre 2009 il che significa che la percentuale di materiale realmente e completamente riciclabile (tipo vetro, alluminio, carta) è complessivamente aumentata.

Per ultimo, ma non ultimo, essendo molto aumentata la quantità raccolta in maniera differenziata, la frazione conferita in discarica (per la quale il Comune paga per smaltirla) è molto diminuita con il conseguente beneficio per le casse comunali.

Come avevamo già commentato se si progetta bene e se si coinvolgono i cittadini i risultati sono garantiti. Complimenti a tutti, amministratori e cittadini di Frigento.

Frigento, 22/02/2010 anno I dell’era digitale

22/02/2010. Questa è una data storica per Frigento. Una data che se non segna l’abbattimento del muro del digital divide per il nostro paese quanto meno dà a questo muro delle forti picconate.

A partire da questa data è possibile sottoscrivere un abbonamento con un internet provider ed ottenere una connessione ad internet degna di questo nome. Da questa data collegarsi ad internet via modem a 56k rimarrà una scelta e non più una imposizione.

Abbiamo già sollevato perplessità a proposito della strada scelta per risolvere il problema di creare una connessione a banda larga per Frigento ma prendiamo atto che l’infrastruttura è stata creata e che tutti i frigentini possono potenzialmente fruire di internet veloce.

Un’ultima nota è relativa ai futuri sviluppi di questa rete WADSL: a breve consentirà anche di effettuare le telefonate con il meccanismo del VoIP. A questo punto si potranno effettuare contratti per la telefonia direttamente con la società che ha realizzato la rete WADSL a Frigento senza pagare alcun canone a Telecom, rompendo il monopolio che Telecom stessa attualmente detiene sulle utenze telefoniche del nostro paese.

Google sbarca a Frigento

In realtà a sbarcare a Frigento non è stato il popolare motore di ricerca ma Street View, una feature di Google Maps che ti consente di “passeggiare” per le strade delle città del mondo. Da qualche tempo anche le strade della nostra cittadina sono state (parzialmente) immortalate sul più potente motore di ricerca e per chi volesse fare un tour virtuale di Frigento partendo dalla Villa Comunale vi invito a cliccare qui.

Se per Carlo Levi la civiltà si era fermata «a Eboli», oggi la tecnologia può essere un valido supporto per ampliare le possibilità di conoscenza e sviluppo, ma soprattutto per non sentirsi più la periferia del mondo.

Un concittadino illustre: Marciano De Leo

Marciano De Leo (1751 – 1820) è, forse, il più noto dei frigentini. Personaggio quanto meno eclettico il De Leo: di professione canonico della cattedrale di Frigento è stato un poeta, un filosofo ma anche un ingegnere aeronautico.

Il suo poema Il Vesuvio sembra essere stata più che una semplice fonte di ispirazione per la più celebrata La Ginestra di Giacomo Leopardi.

Sicuramente meno nota è l’attività del De Leo in campo aeronautico. Egli infatti realizzò un progetto per dirigere gli aerostati attraverso la dotazione di ali al pallone aerostatico.

Dei suoi e nostri compaesani però il De Leo non aveva un ottimo giudizio stante almeno a quanto scrive nel Prospetto Storico, Politico, Topografico della Stato Presente della Provincia di Principato Ulteriore. In questo manoscritto, databile 1810, De Leo descrive i frigentini come dei fannulloni che sono più avvezzi ad ubriacarsi che a lavorare.

Frigento, Sicilia, Italia

Piazza Baracca era quello slargo che faceva da ingresso a via Limiti. Prologo di quella passeggiata che è uno dei posti più belli d’Irpinia. Ma piazza Baracca è stata per la mia generazione campo di calcio, terreno di sfide giocate fino all’ultimo raggio di sole. Da ieri quella piazza è stata intitolata ai giudici Falcone e Borsellino ed ai loro agenti di scorta.

Se qualcuno volesse trovare un senso (va di moda in questo periodo) a tutto ciò sarebbe bastato, nello stesso giorno, sfogliare i giornali nazionali: uno dei cento latitanti più pericolosi d’Italia aveva trovato rifugio in provincia di Avellino.

Il monumento eretto nella piazza

Il monumento collocato nella piazza

Differenziata a Frigento dal 6 al 70% in due anni: un bel balzo in avanti

Il dato è questo: Frigento è passata dal 6% di raccolta differenziata del 2007 al 70% del 2009. In mezzo un progetto serio di raccolta differenziata basata sul porta a porta e sul mono materiale. Questo risultato dimostra che quando le cose sono fatte seriamente e con un progetto il risutato è garantito. Onore a chi ha realizzato questo progetto ma soprattutto onore ai cittadini di Frigento, che hanno dimostrato il loro alto senso civico.