Caccia alla volpe

Questa poi non me la sarei mai aspettata. Che emozione, ancora ho addosso i brividi della sorpresa e un po’ della paura. Una volpe a via Limiti. Non era un gatto, né un cane, ma una vera volpe che prima ha attraversato la strada, poi ha saltato il muretto delle rose e l’ha percorso tutto fino al Baraccone. Non ero da sola, quindi ho potuto osservarla bene e lei ha osservato noi senza spaventarsi. Cercava tra l’erba, fiutava, si muoveva lenta con quella sua bella coda rossa con i riflessi dorati. Io ho provato a fotografarla con il telefonino, ma il risultato non è stato soddisfacente. Non sapevo cosa dire, ma ho pensato che per avvicinarsi tanto, forse aveva fame, cercava cibo. Non trovando niente, è saltata dal muretto ed è ritornata giù nel bosco. Nell’attraversare la strada alcune persone, anche loro sorprese, dicevano l’un l’altra «Guarda, una volpe! Prendiamole la coda».

Che bel film di fine estate. Intanto via Limiti ci riserva ancora tante sorprese.

Ben arrivata estate

Ora possiamo dirlo: ben arrivata estate!

Si sta proprio bene anche a Frigento; questo tepore estivo che ci avvolge ci fa star meglio. Le passeggiate lungo il centro storico, i Limiti te le puoi permettere a tutte le ore.

I balconi fioriti, il giallo che riveste il paesaggio tutto intorno ci avvertono che qualcosa sta cambiando.

Iniziano le feste patronali, arrivano i primi turisti e chi ha trascorso l’inverno lontano dal freddo frigentino, ora ritorna per godersi la bella aria fresca che non fa ridere1 ma che rinfranca le menti e placa gli animi.

Si scende di là, si sale di qua, destra, sinistra per arrivare in tempo a partecipare ai vari eventi in programma, soprattutto alle feste religiose, luogo di incontro di tante persone, dove ritrovano le loro tradizioni che riportano indietro nel tempo.

Passeggiando per i Limiti, si può godere degli spettacoli pirotecnici con una prospettiva insolita: dall’alto verso il basso. Quanti giochi di luci e da quella posizione si può provare ad individuare dove si svolge la festa. Tutto questo ha un grande fascino, basta poco per vivere un momento magico.

  1. Riferimento a Voglia di aria fresca, programma comico condotto da Carlo Conti. []

La mia impronta nella neve

Ieri, 11 marzo, ha nevicato. Ci sono almeno due strade per raggiungere da casa mia a piedi il forno, per prendere il pane, sicura di arrivare integra. Ma la tentazione è forte, e via Panoramica Limiti è ricoperta di bianco, quindi decido di andare da lì.

Devo lasciare l’impronta. Questa è la tentazione o forse per me la tradizione.

Quel manto di neve è divenuto una carta geografica dove si intravedono le impronte di un bambino sicuramente affiancate da quelle del padre, tante intorno ad un pupazzo di neve del quale è rimasto ben poco, zampe che si incrociano di diversi cani. Anche io voglio lasciare le mie. Mi guardo in giro e cerco una striscia di neve bianca da percorrere. E plac dopo plac anch’io ci sono. Contenta mi incammino, lasciando al sole il compito di ripulire quel segno che per un momento è entrato nella mia vita.

Via Panoramica Limiti

Il cane solitario

Mi verrebbe quasi da chiedergli, incrociandolo lungo via Limiti, «Turista fai da te? No Alpitour? Ahi, ahi, ahi…»

Se cerchi di distrarlo, lui ti guarda come per dire «non farmi perdere tempo» e poi continua per la sua strada o per meglio dire continua il giro. Sì, perché lui gira tutto il paese e poche volte si ferma. Più che un cane, a volte mi dà l’impressione di essere una pecora, anche perché non l’ho sentito mai abbaiare.

L’incontro con gli altri cani lungo via Limiti è un continuo annusarsi senza altre reazioni. Anche loro si sono abituati a questo nuovo amico che non dà fastido a nessuno ma che vuole solo ritrovare la strada persa.

Un'immagine del cane