Pubblichiamo il settimo post sul sisma, scritto da Incoronata Graziosi di Frigento.
Avevo 10 anni ed i capelli lunghi, quando ho vissuto quel terribile momento.
La luna era piena, nel cielo limpido di quella domenica sera e l’aria ferma e calda; non sembrava fosse novembre.
Guardavo la tv mentre mia madre portava dei frutti in tavola.
Il mio gattino bianco e nero, girava su se stesso; cercavo di accarezzarlo, ma non si lasciava prendere.
Era molto nervoso, quella sera, a differenza degli altri giorni.
Mentre allungavo la mia mano per prendere un frutto, ho sentito un grosso boato fuori della mia casa: sembrava essere caduto qualcosa di grande, dall’alto verso il basso.
Con la mente di bambina, ho creduto fosse una navicella degli UFO (ripensando ai racconti della gente di qualche giorno prima, a proposito dell’atterraggio degli UFO, in una delle campagne poco distanti da casa mia…).
Dopo quel boato, ho cominciato a sentire giungere da lontano, uno strano rumore, come quello di tanti aerei che si muovono in gruppo.
E più prestavo attenzione a quel rumore, più quel rumore mi si avvicinava e cominciavo ad avere paura.
Sentivo il cuore arrivare in gola e non pensavo più agli UFO, ma ad aerei di guerra, pronti a far fuoco sulla mia casa.
All’improvviso……..un secondo di silenzio assoluto; poi, tutto ha iniziato ad oscillare, sotto i miei piedi, intorno a me.
Ho visto camminare il pavimento, come se al di sotto di esso, ci fosse un topolino in fuga ; aprirsi e chiudersi i mobili della cucina, cigolare le porte, ho sentito cadere bicchieri dalle vetrine di mia madre.
Ho visto dondolare il lampadario di quella stanza e, il ricordo peggiore, spostarsi e creparsi le mura della mia casa.
A quel punto, mia madre, mi ha afferrato per i capelli e trascinata fuori e, lì, ho visto cose che sono difficili da credere, difficili da spiegare e ricordi sempre vivi, difficili da cancellare.
Le scale esterne, si muovevano verso un’altra casa, attaccata alla mia e divisa da un corridoio sbrecciato.
Il mio gatto fuggì spaventato appena trovò la via di uscita, con noi.
Non lo vidi più, da quella sera.
Quando raggiunsi la strada, mi ritrovai lì con altra gente, che urlava e piangeva.
Alcune erano ferite, altre non parlavano e mi fissavano, altre ancora si muovevano senza mèta, sembravano essere impazzite.
Poi, ho udito il fischio di mio nonno che giungeva da lontano; l’ho riconosciuto, in quel gran baccano, perché era una sorta di richiamo, che solitamente utilizzava fare quando giocavo con lui e mi nascondevo e lui non mi ritrovava.
Ed in quel momento, l’ho raggiunto e l’ho abbracciato forte.
Nei giorni successivi, altro non ricordo che il correre sfrenato e disparato delle autoambulanze e dei mezzi militari, le coperte di lana in cui ci avvolgevamo durante le notti trascorse a dormire nelle nostre auto, i grandi falò, accesi per riscaldarci, negli spazi aperti intorno a noi.
La mia casa resse, non crollò. Ma intorno a me, vedevo solo macerie o parti di casa aperte come se qualcuno le avesse divise a metà.
Oggi ho 40 anni ed i miei capelli sono ancora lunghi, malgrado l’età.
Vivo in un paese umbro, a confine con la Toscana, le Marche e l’Emilia Romagna.
Ho rivissuto quel terribile momento anche qui, qualche anno fa.
Sembra che questo fenomeno non voglia allontanarsi, né abbandonarmi.
L’intensità del sisma, fortunatamente per l’area geografica in cui vivo, è stata minore rispetto a quella vissuta 30 anni fa, alle ore 19.35.
Sisma che comunque, ha buttato giù il campanile di Assisi, oggi già in parte, ricostruito e distrutto Colfiorito ed altre zone limitrofe.
Questo ricordo, è la mia forza e da essa, ho acquisito coraggio, per fortificare queste persone, a non aver paura, raccontando loro il peggio da me vissuto.
Sono riuscita a strappare un sorriso alla gente di Colfiorito (zona particolarmente colpita) durante un mio breve periodo di volontariato loro prestato, proprio in virtù di quanto trascorso.
Ho detto loro : «forza e coraggio; queste sono e saranno per noi tutti solo scosse di assestamento».
Ci rialzeremo più forti che mai e ricostruiremo le nostre casa e la nostra vita…