Ieri, 11 marzo, ha nevicato. Ci sono almeno due strade per raggiungere da casa mia a piedi il forno, per prendere il pane, sicura di arrivare integra. Ma la tentazione è forte, e via Panoramica Limiti è ricoperta di bianco, quindi decido di andare da lì.
Devo lasciare l’impronta. Questa è la tentazione o forse per me la tradizione.
Quel manto di neve è divenuto una carta geografica dove si intravedono le impronte di un bambino sicuramente affiancate da quelle del padre, tante intorno ad un pupazzo di neve del quale è rimasto ben poco, zampe che si incrociano di diversi cani. Anche io voglio lasciare le mie. Mi guardo in giro e cerco una striscia di neve bianca da percorrere. E plac dopo plac anch’io ci sono. Contenta mi incammino, lasciando al sole il compito di ripulire quel segno che per un momento è entrato nella mia vita.
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