I.A.T. 2010

Dal 2007 la Pro Loco Frigentina gestisce l’Ufficio turistico I.A.T.

Entro il 20 marzo chiunque fosse interessato a collaborare, può contattare Francesco (3282116789) o Gianluca (3294391782); oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica iat@prolocofrigentina.it.

Iscrizione 2010

Dall’1 marzo sono aperte le iscrizioni per l’anno 2010. La quota associativa è di euro 10,00. Per iscriversi contattare Francesco (3282116789) o Gianluca (3294391782).

La quota associativa può essere versata tramite un bollettino postale sul c.c.p. n. 14934830. In questo caso bisogna spedire la fotocopia della ricevuta, attestante il versamento effettuato, all’indirizzo Pro Loco Frigentina Piazza Municipio 1 83040 Frigento (AV); altrimenti si può inviare la scansione della ricevuta all’indirizzo di posta elettronica info@prolocofrigentina.it.

Google sbarca a Frigento

In realtà a sbarcare a Frigento non è stato il popolare motore di ricerca ma Street View, una feature di Google Maps che ti consente di “passeggiare” per le strade delle città del mondo. Da qualche tempo anche le strade della nostra cittadina sono state (parzialmente) immortalate sul più potente motore di ricerca e per chi volesse fare un tour virtuale di Frigento partendo dalla Villa Comunale vi invito a cliccare qui.

Se per Carlo Levi la civiltà si era fermata «a Eboli», oggi la tecnologia può essere un valido supporto per ampliare le possibilità di conoscenza e sviluppo, ma soprattutto per non sentirsi più la periferia del mondo.

Una via per Ambrosoli

Un tempo abitavo in contrada Lago di Goglie. Poi, senza cambiare casa, mi sono ritrovato in via Trottoli. Nomi da spelling, con facili ironie sulla parola «Goglie».

La toponomastica di Frigento è troppo legata a tradizioni e personaggi locali per poter essere compresa fuori dal paese. Bisognerebbe sprovincializzarla in modo graduale. In quella direzione va l’intitolazione di una piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In quella stessa direzione andrebbe l’eventuale intitolazione di una via a Giorgio Ambrosoli.

L’idea di intitolare una via ad Ambrosoli nasce dalla Rete. Su Facebook è stato creato un gruppo. Alessandro Gilioli, firma de L’Espresso e autore del seguitissimo blog Piovono rane, ha scritto un pezzo in cui, dopo aver evidenziato che, su tutto il territorio nazionale, sono solo una decina le vie che portano il nome dell’avvocato milanese, descrive le ragioni che dovrebbero spingere gli amministratori locali più illuminati a dedicarne una ad un eroe borghese.

[...] il suo è uno di quei nomi che non dovrebbe proprio dividere la destra dalla sinistra: avvocato di cultura moderata, accettò per senso del dovere l’incarico di commissario liquidatore della banche di Sindona. E una calda sera di luglio fu ammazzato per aver interpretato il suo ruolo con la schiena diritta, senza cedere alle pressioni e alle minacce del banchiere. Insomma era un uomo per bene, un servitore dello Stato.

La pro loco, attraverso il suo sito web, si fa promotrice di questa campagna. Vi invito, perciò, a sostenerci in questa iniziativa lasciando un commento a questo post.

Il cane solitario

Mi verrebbe quasi da chiedergli, incrociandolo lungo via Limiti, «Turista fai da te? No Alpitour? Ahi, ahi, ahi…»

Se cerchi di distrarlo, lui ti guarda come per dire «non farmi perdere tempo» e poi continua per la sua strada o per meglio dire continua il giro. Sì, perché lui gira tutto il paese e poche volte si ferma. Più che un cane, a volte mi dà l’impressione di essere una pecora, anche perché non l’ho sentito mai abbaiare.

L’incontro con gli altri cani lungo via Limiti è un continuo annusarsi senza altre reazioni. Anche loro si sono abituati a questo nuovo amico che non dà fastido a nessuno ma che vuole solo ritrovare la strada persa.

Un'immagine del cane

C’è chi vuole il nucleare e chi…

Inserisco in Google la ricerca «Referendum sul nucleare» e vengono fuori 280.000 risultati. Mi fermo al primo,

http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm

clicco e leggo un testo che inizia così: «L’ 8-9 novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare».

Tralasciando quelli che riguardano la giustizia, anche se il tema è ancora di stringente attualità, mi concentro sui quesiti sul nucleare. Mi viene in mente che stamattina ho letto su un quotidiano on-line locale un pezzo in cui si sottolinea che il Governo si opporrà ai «NO» che alcune Regioni, ovvero Campania, Puglia e Basilicata, hanno innalzato alla possibilità di costruire in futuro centrali nucleari nel proprio territorio.

http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=62124

Tralasciando ancora una volta il merito costituzionale della vicenda – a chi spetta legiferare in materia ambientale? Alla Regione o al Governo? – mi sembra di ricordare che le tre Regioni in questione dovrebbero essere  tra le prime  Regioni italiane per produzione di energia alternativa, in particolare quella eolica. Potrei sbagliarmi, ma non mi abbatto e cerco ancora. Trovo un sito della ENI, porta dati ufficiali del 2007 e leggo che l’Italia è al sesto posto nel mondo produzione di energia eolica.

http://www.eniscuola.net/speciali.aspx?id=138

Continuo la lettura e annoto che in Italia tra le Regioni che hanno il maggior numero di impianti eolici ci sono: al primo posto Puglia (47 impianti), Campania seconda (con 39 impianti), Basilicata settima (con 10 impianti). Trovo altri dati riguardanti «la potenza efficiente lorda» e annoto: ancora prima la Puglia (23,6% della potenza eolica nazionale), terza la Campania (16,9%) e quinta la Basilicata (5,7%).

Infine ci sono i dati dell’energia prodotta e annoto ancora che la Puglia conferma il primo posto con il 26,7% dell’energia prodotta, la Campania è terza con il 19,3%, la Basilicata è quinta con il 6,5%.

Smaltisco tutti questi numeri e ritorno al contenzioso tra queste Regioni e il Governo. Mi sembra, in tutta onestà, che le Regioni stiano improntando la loro azione sul binario di una certa coerenza, ovvero hanno deciso di contribuire al fabbisogno energetico nazionale attraverso la scelta di energie alternative, tra cui quella eolica, avvantaggiate anche dalla loro morfologia e dalle favorevoli condizioni del vento. Non ravviso la famosa obiezione «Si faccia, ma non nel mio giardino», ma anzi leggo una lungimiranza che nel Governo non riscontro, visto che si vuole, l’intento non è certo velato o nascosto, tornare alla scelta del nucleare che gli italiani hanno rigettato 23 anni fa con l’80,6 % dei voti validi del referendum del 1987. Se è vero che l’attuale Governo ha avuto il mandato a governare da parte del popolo, mi sembra che altrettanto si possa dire per l’obiezione al nucleare, a meno di voler opporre una lontananza storica del referendum.

Anche per tutti questi motivi, abbiamo scelto di aderire ad una campagna, di cui vedrete sul nostro sito web un banner che lo ricorda. Noi scegliamo energie alternative. E voi?