Ieri, per la prima volta da quando mi sono trasferito a Bologna, ho vissuto una sensazione tipica degli inverni frigentini. Adattamento? No, congelamento: il termometro ha toccato i meno 11 gradi e non è mai salito sopra i meno 7. Temperature siderali per gli uomini della pianura, normali o quasi per un frigentino.
Il freddo, la neve e il gelo felsineo, tuttavia, sono in grado di restituire solo in parte le situazioni e le sensazioni tipiche delle nevicate irpine.
Le scuole chiuse. Qui le scuole rimangono aperte e i bambini non ne vogliono sapere di restare a casa.
Le partite a carta davanti al focolare. Qui il focolare è un lusso riservato agli abitanti dei colli e il gioco delle carte è un passatempo per gli umarells.
Le stradine a misura di uomo fatte con il badile. Qui puliscono più o meno rapidamente le strade per permettere alle automobili di circolare e lasciano che la neve, pressata dai pedoni, diventi ghiaccio sui marciapiedi.
In città il ritmo frenetico del viver quotidiano non è compatibile con il passo lento imposto dalla neve. E, a ben pensarci, le situazioni summenzionate appartengono all’Irpinia degli anni Ottanta. Da qualche anno anche a quella latitudine le scuole sempre più di rado chiudono in caso di neve; la TV satellitare ha preso il posto del focolare; gli spazzaneve comunali girano anche di notte per liberare le strade.
Lascio al lettore decidere se si stava meglio allora oppure adesso. Di certo, quando vedo scendere la neve mi faccio prendere dalla nostalgia.
Buon Natale ai visitatori di questo sito web.
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Condivido la nostalgia. Come sarebbe bello lasciarsi ancora coccolare dai fiocchi ed assoggettarci al loro ritmo che è quello di una volta, o meglio, quello di sempre. Sarebbe bello ritrovarci bambini ed abbracciare il candore dei fiocchi, che col loro biancore, sono in grado di cancellare, per un momento, ogni macchia di un’età avanzata troppo in fretta. Sentirsi isolati, come nel caso delle abbondanti nevicate, è importante per cogliere la fotografia del nostro passato. Segnare un sentiero col badile è come rinascere tracciando le linee del sentiero che porta verso la solidarietà.
E’ vero il ritmo dei nostri tempi scandisce a chiara voce, come un metronomo inesorabile, che non c’è spazio per tornare fanciulli o solidali. Non c’è tempo per ricordi così calorosi, pur sotto una coltre bianca ed ogni sensazione va spazzata via, proprio come una scomoda nevicata.
In considerazione di ciò, c’è una cosa che però mi conforta: sono i nostri tempi ad essere fuori luogo e non i fiocchi quando cadono soavi d’inverno. Verrà il tempo in cui il ritmo frenetico cesserà ed i fiocchi continueranno imperterriti a cadere!
Upgrade: il Comune di Bologna, su suggerimento della Protezione Civile, ha deciso di sospendere le attività delle scuole.
La neve era un elemento costante degli inverni frigentini di qualche anno fa… ormai da qualche anno quest’ultima certezza sembra vacillare…
Cosa ci rimane? Il piacere che solo un vero frigentino conosce: una passeggiata per i Limiti spazzati dalla tramontana.
Buon Natale a tutti,
Saverio