Fino a pochi anni fa da casa mia, in via Trottoli, si ammirava una vasta porzione di firmamento, tanto che un mio amico, una sera di fine estate, lo definì «il luogo più buio del mondo». Poi, per onorare un antico (e legittimo) impegno elettorale, la rete dell’illuminazione pubblica è stata estesa anche a quella parte del territorio comunale. In questo modo, una tipica località di campagna si è trasformata nella periferia anonima di un piccolo paese.
In genere, davanti ad un’opera pubblica dalla dubbia utilità, alcuni parlano di sviluppo, mentre altri preferiscono adoperare il termine spreco. Io, per formazione culturale, considero la sobrietà un valore, perciò sto dalla parte dei secondi. Mi rendo, tuttavia, conto che, messo di fronte ad una questione del genere, un buon amministratore locale si pone una domanda alla quale non è semplice dare una risposta: è opportuno, in tempi di crisi energetica oltre che economica, continuare a spendere del denaro per illuminare strade poco trafficate, oppure è il caso di spegnere i lampioni, vanificando così l’investimento fatto? Un’ottima soluzione è stata adottata a Dörentrup e, giustamente, ha trovato spazio sui media internazionali, compresi quelli italiani.
Per tagliare i costi dell’energia elettrica e ridurre le emissioni di anidride carbonica Dörentrup, villaggio tedesco che conta circa 9.000 abitanti, ha ideato un sistema molto originale: i lampioni della città restano spenti per tutta la notte, ma quando gli automobilisti e i passanti devono usufruire dell’illuminazione, compongono un numero di telefono e le luci si accendono automaticamente per 15 minuti sulla strada che devono attraversare.
Così il Corriere della Sera.it ha trattato la notizia, dando ai lettori anche una breve descrizione del funzionamento del servizio gestito dal software Dial4Light.
Per poter usufruire del servizio ogni utente deve registrarsi al sito internet del sistema scrivendo nome, numero di telefono e indirizzo e-mail. Quando di notte dovrà percorrere una strada del villaggio, egli chiamerà il numero della centrale di controllo dell’illuminazione pubblica. Successivamente digiterà un codice di 6 cifre e dopo pochi secondi i lampioni si illumineranno. Dopo circa un quarto d’ora si spegneranno automaticamente. Il servizio è gratuito, ad eccezione delle spese richieste agli utenti dal proprio servizio telefonico.
Naturalmente, non sono così ingenuo da pensare che un paese della Campania possa adottare una soluzione implementata nel ricco land del Nord Reno-Westfalia. Penso, tuttavia, che l’attuale sindaco di Frigento, sensibile alle tematiche ambientali, possa razionalizzare la gestione dell’illuminazione pubblica, spegnendo qualche lampione particolarmente inutile, sostituendo i più vecchi con quelli solari, da anni installati lungo le strade del limitrofo comune di Rocca San Felice, oppure puntando sui LED.
Riguardo a me, spero che un giorno, durante i miei sempre più brevi e sporadici soggiorni frigentini, potrò da casa mia riuscire a rivedere le stelle, magari confidando in un black-out notturno dell’energia elettrica.