Toponimi di Frigento L

Lago di Goglie. L’idronimo è di chiara derivazione, mentre il secondo termine è legato al loglio o zizzania. Il termine si fa derivare da guglia o goglia, nome di un giunco palustre dal quale si è originata la probabile mutazione guglieto<goglieto<goleto. Altre ipotesi circa l’origine del termine riguarda un originale oglieto “luogo nelle vicinanze di un fiume o di acquitrini”, da oglie, lat. ulva, una specie di alga palustre.

Limiti. Lunga strada panoramica frigentina pressoché sub pianeggiante, che cinge il nucleo abitativo più antico con un ampio circolo che si sviluppa per circa 700m, alla quota altimetrica di 895 m s.l.m., e che si direbbe il relitto dell’antica cinta muraria o di analoghe strutture difensive. Il termine deriva dal latino limes, -itis “limite, termine, linea di confine”.

Lùccolo. Toponimo che sconfina nel territorio contiguo di Villamaina e rappresenta la parte più meridionale del territorio frigentino, nei pressi del bosco della Mefite. Il termine ricorda il latino lùculus “boschetto”, che dovrebbe rappresentare un diminutivo di lucus “bosco sacro, radura sacra”.

Frigento: programma manifestazioni estive

L’estate 2010 sta giungendo al culmine. Ecco il manifesto completo delle manifestazioni che si terranno a Frigento. Il calendario prevede tutti gli eventi organizzati della varie associazioni presenti sul territorio e il coordinamento dell’Amministrazione comunale.

Il calendario delle manifestazioni

Pizzilli & tammorre, 7 e 8 agosto 2010

Torna la manifestazione Pizzilli & tammorre, organizzata dalla Pro Loco Frigentina in collaborazione con Forum dei Giovani di Frigento, People Involvement, Pubblica Assistenza Rocco Pascucci e con il patrocinio del Comune di Frigento.

L’evento nasce dal connubio tra il recupero della musica tradizionale del meridione e la riscoperta di pietanze della cultura culinaria frigentina. Il pizzillo, infatti, è una specie di calzone fritto che verrà servito in vari modi, anche ripieno di pecorino carmasciano, prosciutto, con lo zucchero…

L’appuntamento è per il 7 e 8 agosto in piazza Umberto I.

Programma:

sabato 7 agosto

  • ore 20.00: apertura stand gastronomici
  • ore 20.30: Conta Cunti (gruppo di musica popolare)
  • ore 22.00: Arakne Mediterranea (gruppo di pizzica salentina)

domenica 8 agosto

  • ore 20.00: apertura stand gastronomici
  • ore 20.30: spettacolo circense di giocoleria
  • ore 22.00: Li Iazzi Banni (gruppo di musica popolare)

La locandina della manifestazione

Toponimi di Frigento D, F, J

Duzoli. Toponimo che richiama la voce dotta latina ductum-ducere “condurre”, col significato quindi di “condotta”, sistema di conduzione” (delle acque). Essa ricorda la presenza delle vicine cisterne romane nei pressi di località Cerasulo.

Fontana della Madonna. Toponimo composto (idronimo+agionimo). La dedica deriva dalla presenza di una cappella rurale intitolata alla Vergine, presso la quale esiste l’emergenza sorgentizia, sistemata entropicamente a fontana con vasca e abbeveratoio.

Jomara. Nome dialettale che comunemente designa il Fiume Ufita, presente anche in altri centri altirpini ed “italianizzato” in ambito meridionale col termine Fiumara (dal latino flumaria, derivato di flumen “fiume”).

Irpinia in Vespa

Domenica 11 luglio a Frigento si terrà la terza tappa di Irpinia in Vespa, raduno itinerante che, dopo le edizioni di Ariano e di Melito, continua il suo percorso per far conoscere l’Irpinia ai partecipanti provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è promossa ed organizzata dal Vespa Club Leoni Rossi di Grottaminarda, ed è inserita nel calendario nazionale dei raduni del Vespa Club d’Italia.

Il ritrovo è previsto dalle 9.00 e prevede un giro turistico per far conoscere i dintorni, in particolare sarà percorso il primo itinerario previsto dall’iniziativa Panorami- itinerari turistici in Irpinia. Il corteo di vespe percorrerà le strade panoramiche di Frigento, in particolare via Limiti, e si dirigerà prima a Gesualdo e poi verso Villamaina.

Linee sensoriali e mentali: testi, immagini e suggestioni dal territorio

Da pochi giorni, presso l’Ufficio turistico I.A.T. in via Roma, è in distribuzione un nuovo dépliant turistico con in allegato una cartina del centro storico di Frigento. Ecco come descrive il lavoro una delle persone che hanno contribuito alla realizzazione.

“Come parlare con le immagini, come guardare con le parole”: è stata un po’ questa la linea guida sulla quale questo nuovo dépliant su Frigento si è costruito. Entrambi figli di questa terra irpina, io e Michele Pelosi abbiamo voluto raccontare in maniera diversa il legame intimo che ci lega a Frigento e che ci accompagna nei nostri percorsi artistici e umani.

È il titolo stesso (linee sensoriali e mentali: testi, immagini e suggestioni dal territorio) che riassume il nostro progetto di lavoro: attraverso la ramificazione del dépliant in 7 sezioni tematiche (Luce, Silenzio, Materia, Terra, Impronte, Segni, Tempo), abbiamo cercato di illuminare in forma di suggestioni sensoriali e tematiche universali le coordinate profonde che attraversano la storia del luogo e dei suoi contenuti umani, per renderle quanto più invitanti possibili a nuove indagini di senso e di riscoperta. Ogni ‘capitolo’ illustra il tema universale scelto in tre costituzioni di forma: fotografia, poesia, prosa pubblicistica. Ciascuna forma procede e si accompagna all’altra in modo interscambiabile e omnicomprensivo: la poesia nasce da un’intima riflessione personale sul tema e sulla relativa impressione emotiva assorbita naturalmente nelle immagini sul territorio; queste, a loro volta, scrutano i suoi luoghi e i suoi tempi con un linguaggio visivo poeticamente ‘sensoriale’ (qualità specifica dell’obiettivo fotografico di Michele); mentre il breve commento prosastico legge sulle orme artistiche tracciate gli elementi oggettivi che rimandano al ‘soggetto’ primo del dépliant, Frigento appunto.

Il lavoro vive anche della volontà di presentare alla comunità campana (e non) l’importante attribuzione al territorio urbano del vasto Parco Panorami di interesse regionale, istituito nel 2008: in tale direzione va rilevata, dunque, la tendenza a lasciar spazio, sia nelle fotografie, sia nelle poesie, a risultati paesaggistici di più ampio respiro, quasi a voler lasciar anima e corpi liberi di investirsi in lunghe e areate passeggiate solitarie nell’aperto panorama naturale di questo angolo a 360° di Irpinia.

In tal senso, al dépliant si accompagna una mappa integrativa con informazioni di vario genere e di più esplicativa specificità territoriale: oltre a presentare i luoghi e le ricchezze di interesse storico-artistico, vi si trovano utili suggerimenti per godere anche della vita ricreativa della comunità frigentina (feste, tradizioni, ricettività, numeri utili).

Concludendo, ricordo che tutto il progetto è stato sviluppato dal Laboratorio Fantastico di Arti Grafiche e Fotografiche “Spettro Naturale” di Michele Pelosi (invito tutti a curiosare sul sito: spettronaturale.it) e che un ringraziamento speciale per il supporto dato nelle varie fasi della realizzazione del dépliant va anche a Mario Balestra, Samanta Bertolotti, Sara Tononi e Rocco Abbondandolo.

Linee di luce, silenzio sensoriale, materia mentale: testi e immagini come impronte sulla terra, come suggestioni, come segni nel tempo sul territorio di Frigento: al pubblico, quindi, l’invito a farsi trasportare in questa ricerca, in questa caccia al tesoro intima e personale ma di carattere universale; ad esso il compito di verificarne effetti e coinvolgimenti, e il piacere di arricchire col suo passaggio umano il cammino temporale di questi luoghi di vita naturale!

Michela Famiglietti


Concerto del Coro Pop dell’UNISA

Venerdì 2 luglio si terrà a Frigento il concerto del Coro Pop dell’Università di Salerno. L’iniziativa è organizzata dalla Pro loco frigentina in collaborazione con il progetto di lotta al disagio e la devianza giovanile People Involvement e con il patrocinio del Comune di Frigento.

L’esibizione avrà luogo all’interno del centro storico, in piazza Frontespizio. L’inizio è previsto per le ore 21.30.

Ben arrivata estate

Ora possiamo dirlo: ben arrivata estate!

Si sta proprio bene anche a Frigento; questo tepore estivo che ci avvolge ci fa star meglio. Le passeggiate lungo il centro storico, i Limiti te le puoi permettere a tutte le ore.

I balconi fioriti, il giallo che riveste il paesaggio tutto intorno ci avvertono che qualcosa sta cambiando.

Iniziano le feste patronali, arrivano i primi turisti e chi ha trascorso l’inverno lontano dal freddo frigentino, ora ritorna per godersi la bella aria fresca che non fa ridere1 ma che rinfranca le menti e placa gli animi.

Si scende di là, si sale di qua, destra, sinistra per arrivare in tempo a partecipare ai vari eventi in programma, soprattutto alle feste religiose, luogo di incontro di tante persone, dove ritrovano le loro tradizioni che riportano indietro nel tempo.

Passeggiando per i Limiti, si può godere degli spettacoli pirotecnici con una prospettiva insolita: dall’alto verso il basso. Quanti giochi di luci e da quella posizione si può provare ad individuare dove si svolge la festa. Tutto questo ha un grande fascino, basta poco per vivere un momento magico.

  1. Riferimento a Voglia di aria fresca, programma comico condotto da Carlo Conti. []

Toponimi di Frigento C

Castelluzzo. O Castelluccio, così come è riportato con voce italianizzata nel foglio catastale. La zona è geologicamente costituita da un’ossatura litologica assai differente rispetto al contesto geologico del monte frigentino, che origina un versante a forte pendenza. Il toponimo deriva dalla voce latina castellum, che spesso ha rappresentato un diminutivo di castrum “fortezza, luogo fortificato”. Va ricordato che “non sempre il tipo toponimico castello allude alla presenza di un castello medievale o villaggio fortificato; talvolta, infatti, può avere un valore traslato. Ciò si verifica in zone montuose dove castello può significare roccia a picco di difficile accesso, roccia pensile e simili”.

Cedolone. Strada dell’antico centro urbano frigentino, che nella parlata comune assume le denominazioni cedolone i ciotolone. Il senso della denominazione potrebbe essere collegato al termine medievale cedola, cioè una forma di indicazione di proprietà fondiarie ascritte al Regio Cedolario, sorta di registro entro cui annotare anche gli elenchi degli introiti feudali derivanti dai terreni. Trattandosi, però, di un antico percorso viario, si potrebbe ipotizzare un riferimento ad una forma di pavimentazione oggi scomparsa, ottenuta attraverso pietrame ciottoloso cui sembra alludere le serie onomatopeica ci…t che richiama il rumore sordo dei passi (Devoto, 1996).

Cellaro. Il toponimo trae origine dal termine latino cella col suffisso –aro. Il significato originario di cella è riferito ad una “dispensa, cameretta, cantina”, per cui appare evidente un riferimento a ricoveri rurali. Un’accezione alternativa e più tarda è quella di “cappella, chiesetta campestre tenuta aperta da un monaco”. Visto l’ampio sviluppo dell’area, è forma consueta quella di suddividere la contrada in Cellaro Alto e Cellaro Basso.

Cortiglio. La contrada frigentina, non lontana dalla località Fontana della Madonna, deriva il suo nome dalla voce latina cors, cortis “cortile, recinto”, unita al probabile suffisso –iculus, in chiave diminutiva e/o locativa, per indicare terreni, abitazioni o ricoveri per le greggi.

Frequentum anno I numero 1

Sarà questo il nostro giornale, uno strumento di denuncia, un’arma a disposizione di tutti, saremo contro ogni forma di illegalità, contro i soprusi, ci batteremo contro chi, con pervicacia, cercherà di prevaricare la libertà di pensiero, parola ed azione. Non siamo e non vogliamo essere visti come i “nipotini di”, non abbiamo bisogno di padrini, il nostro unico padrone è e sarà sempre il lettore. Nei suoi confronti abbiamo l’obbligo morale di dire la Verità.

Queste non sono le parole con cui il direttore di Repubblica ha aperto in occasione della discussione in Parlamento della legge “Bavaglio”, queste erano le parole con cui Rodolfo Picariello presentava Frequentum un battagliero periodico il cui primo numero veniva stampato nell’agosto del 1993.

Era un giornale autarchico prodotto da un gruppo di ragazzi quasi del tutto in casa: facevamo tutta la fase di pre-press fino alla produzione dei lucidi per la stampa litografica. Il primo numero ci fece cominciare subito alla grande: alla vicenda di copertina si interessò l’allora On. Pecoraro Scanio il quale si fece promotore di una interpellanza Parlamentare. Frequentum, con questo spirito, durò ancora per qualche anno: poi il cuore della Redazione che lo aveva fondato si fece da parte perché, fondamentalmente, era venuto meno lo spirito che lo aveva fatto arrivare ad essere un punto di riferimento per la realtà frigentina e non solo.

Quel Frequentum fu una bellissima avventura che ha consolidato amicizie ed amori che ha anche formato professionalità. Agli amici di quel Frequentum ed ai tanti che si aggiunsero per strada è dedicato questo post.